
Stato attuale
La Chiesa delle Sacre Pietre, o Cappella Nuova del Miracolo, così chiamata perché conserva le pietre
macchiate di sangue del Miracolo Eucaristico del 1263, è stata edificata per la custodia e l’ostensione delle stesse pietre, in imponente stile barocco, occupando l’area già occupata dalle case dei canonici, dalla vecchia sacrestia dalle chiese di Santa Maria e dei Santi Sebastiano e Rocco, e demolendo la facciata della Cappella del Corpo di Cristo. La chiesa, a pianta centrale, è preceduta da un breve nartece, che porta all’aula provvista di cupola costolonata con sovrastante tamburo. Il luminoso interno è decorato da stucchi di Alberto Cavalli; nel presbiterio si apre una cappellina che ospita una tela di Francesco Trevisani, eseguita agli inizi del secolo XVIII, rappresentante il Miracolo Eucaristico. Sotto la pala dell’altare, una teca in legno dorato, realizzata da Virginio Vespignani, accoglie tre delle quattro Pietre del Miracolo, mentre la quarta è conservata sull’altare, in un reliquiario architettonico in metallo dorato e smalti policromi realizzato da Maurizio Ravelli intorno al 1940. Negli anni tra il 1993 ed il 1997, ad opera della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio, è stato intrapreso un complesso intervento di restauro, comprendente la revisione delle coperture, attraverso una ri-progettazione delle stesse che ha messo in risalto il tamburo della cupola, il restauro delle pareti esterne del tamburo stesso e del lanternino, del catino absidale riproposto a vista, il ripristino delle originarie cromie e decorazioni interne. Da questo spazio si accede all’antica chiesa della martire bolsenese. Il prospetto della Chiesa delle Sacre Pietre, eseguito alla fine del XVII secolo su disegno di Tommaso Mattei, e terminato da Virgilio Vespignani nel 1863, risulta corso da lesene e caratterizzata da un grande portale frontonato, al di sopra del quale corre una balaustra su cui si leva l’alto tiburio cilindrico sormontato da un lanternino. Tale prospetto risulta restaurato nel 1971.
In particolare, allo stato attuale, lo stato di conservazione del tamburo e della lanterna sovrastante,
relativamente alle superfici esterne, si presenta piuttosto compromesso, così come quello di alcuni elementi lapidei, come la balaustra di coronamento della facciata, del manto di copertura dello stesso tamburo e delle falde adiacenti, parte in coppi e sottocoppi parte in coppi e tegole romane, e della lanterna, in lastre di piombo.
Interventi di progetto
In attesa ed in vista dell’anno giubilare 2025, la parrocchia proprietaria intende promuovere un articolato e complessivo intervento di restauro delle superfici esterne della Chiesa delle Sacre Pietre, a partire da quelle intonacate, facendo salva la facciata in pietra, non interessata dal presente progetto.
In particolare, sono previste le seguenti opere edilizie, da eseguire previa realizzazione di ponteggi perimetrali, per gran parte da porre in opera sopra le coperture dei locali annessi alla chiesa, nonché sulla
copertura circolare del tamburo, attività che renderà necessario, in fase d’opera, un attento esame delle
strutture sottostanti per un loro eventuale, quanto prevedibile, diffuso puntellamento.
L’intervento di restauro oggetto della presente istanza prevede le seguenti opere edilizie:
1) demolizione parziale degli intonaci esterni del tamburo e della lanterna, con particolare riguardo
alle porzioni già distaccate dal supporto murario, molto più ampie di quanto appaia dalla
documentazione fotografica, non adeguata allo scopo, ed alle porzioni fatiscenti;
2) lavaggio a pressione con idropulitrice e biocida delle superfici esterne del tamburo e della lanterna;
– rifacimento e ripresa degli intonaci, con rinzaffo, intonaco di fondo e mano di rifinitura, a base di
calce idraulica naturale;
3) realizzazione e posa in opera di nuove soglie per le bucature esistenti, in pietra di basalto per i tre
finestroni del tamburo, in pianelle di cotto, come le esistenti, per le quattro finestrelle della
lanterna;
4) manutenzione delle stesse finestre, con telaio metallico, della cupola e della lanterna;
5) manutenzione e trattamento protettivo della copertura in lastre di piombo della lanterna;
6) ripassatura del manto di copertura del tamburo e delle falde adiacenti, già allo stato attuale con
elementi fratturati da sostituire, scivolati o rovesciati, dopo la rimozione dei ponteggi;
7) pavimentazione in pietra di basalto della terrazza piana anteriore, di copertura del nartece
antistante l’aula del tempio, previa stesura di un ulteriore strato di guaina impermeabilizzante, dopo
la rimozione del ponteggio;
8) manutenzione degli elementi lapidei, in pietra di basalto, della balaustra di coronamento della
facciata e di protezione della terrazza sopra menzionata;
9) sostituzione dei discendenti con elementi in rame;
10) nuova tinteggiatura di tutte le superfici intonacate del tamburo e della lanterna, con pittura
minerale decorativa a base di grassello di calce, mantenendo le due coloriture tono su tono già
esistenti per le superfici in rilievo, più chiare, e le superfici di fondo, più scure.
Per una migliore identificazione di quanto sopra descritto si rimanda agli elaborati grafici allegati.





